Nel cuore di Salerno, il digitale si trasforma in uno strumento di emancipazione e rinascita. È stato presentato “Wind of Change”, un progetto ambizioso che guarda al futuro di 200 persone, attualmente ristrette negli istituti di pena di Eboli, Salerno e Vallo della Lucania, offrendo loro una bussola per orientarsi nel mondo del lavoro moderno.

Promossa da Mestieri Campania e resa possibile grazie al sostegno del Fondo per la Repubblica Digitale, questa iniziativa non è il classico corso di informatica. È, prima di tutto, un intervento di giustizia sociale. Il cuore pulsante del progetto risiede nella consapevolezza che il digital divide non è solo un limite tecnico, ma una barriera sociale che priva le persone della possibilità di guardare oltre. Anna Checchero, direttrice regionale di Mestieri Campania, ha chiarito perfettamente questa visione, sottolineando la natura profonda dell’intervento:

“Quando abbiamo iniziato a disegnare ‘Wind of Change’, sapevamo che non stavamo semplicemente scrivendo un progetto di formazione, ma stavamo evocando una forza. Spesso, quando si parla di transizione digitale, si rischia di perdersi nei dati, dimenticando che il divario digitale, prima di essere un problema tecnico, è un problema umano. È un muro invisibile che isola le persone, che chiude le porte e, soprattutto, che nasconde la vista. Chi si trova dietro questo muro perde la capacità di immaginare il domani. Ecco perché l’essenza di questo progetto non sta nei computer che useremo, ma nell’idea di costruire un ponte. Il ponte è un’infrastruttura sociale e relazionale. È lo strumento che unisce le sponde della vulnerabilità a quelle dell’opportunità. Costruire un ponte significa dire a una persona, a un giovane: ‘Non sei solo, c’è un passaggio sicuro per andare dall’altra parte’. Ma un ponte non si costruisce per rimanerci sopra. Si attraversa. E la cosa straordinaria dei ponti è che, man mano che si sale per attraversarli, la prospettiva cambia. Più si va avanti, più quel muro invisibile si abbassa, e finalmente si svela l’orizzonte. L’orizzonte è lo spazio aperto del futuro, delle possibilità lavorative, della dignità e della cittadinanza attiva. Attraverso questo percorso, non trasferiamo solo nozioni: restituiamo alle persone il diritto di guardare lontano e di scegliere la propria rotta”.

“Wind of Change” è un invito ad agire. Non si tratta semplicemente di trasmettere competenze tecniche, ma di restituire a chi ha vissuto l’isolamento il diritto fondamentale di immaginare il domani e di esercitare una cittadinanza attiva.

Il progetto ci ricorda che l’innovazione ha valore solo quando è inclusiva. Quando la tecnologia diventa un passaggio sicuro, l’inclusione smette di essere un concetto astratto e diventa realtà: un’opportunità tangibile per chiunque abbia il coraggio di attraversare quel ponte verso un nuovo futuro.

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